Testimonianza di Valerio Massimo Visintin, il critico gastronomico mascherato

Per il ciclo delle Testimonianze, mercoledì 18 gennaio, è stato nostro ospite Valerio Massimo Visintin, per una serata dal titolo “Come restare invisibili per poter recensire meglio”.

Qui di seguito una sua breve autobiografia:

Mi chiamo Valerio Massimo Visintin e faccio il cronista gastronomico.

Ciò significa che le mie giornate entrano ed escono dai ristoranti, senza sosta, come se si fossero incastrate in una porta girevole. Comincio a occuparmi di questa materia nel 1990 per Bar Giornale. E proseguo con una infinita collana di recensioni per il Corriere della Sera e per altre testate. Negli ultimi 10 anni di attività, ho visitato e recensito più di 2500 ristoranti. Nel frattempo, ho scritto due opere di narrativa: “L’ombra del cuoco” (2008) e “Il mestiere del padre” (2011). Alle quali si aggiungono due libri sul mondo della ristorazione: “Osti sull’orlo di una crisi di nervi” (2013) e “Cuochi sull’orlo di una crisi di nervi” (2016). Da questi è nato anche un lavoro teatrale (2014/2015).

Visito i ristoranti soltanto in incognito, strumento essenziale per valutarli nelle medesime condizioni di un qualsiasi cliente. Chef, camerieri e osti non conoscono il mio faccione. Perciò, nelle occasioni pubbliche, mi vesto da uomo nero. Ma, in fin dei conti, questa mascherata è un nodo al fazzoletto per ricordarmi di non prendermi troppo sul serio.

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