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Fabio Ilacqua

Mercoledì 23 novembre sarà ospite del Collegio per il ciclo delle Testimonianze il Regista Fabio Ilacqua per vedere e commentare insieme alcuni video dei suoi viaggi tra gli “ultimi della terra”.

Amani: una ONG in Africa, racconto di un'esperienza

Una serata con i volontari della Fondazione Amani, che sostiene l'opera di padre Kizito.

Amani che in lingua kiswahili significa “pace”, è un' associazione laica che ha iniziato la sua attività nel 1995 insieme al missionario comboniano Renato Kizito Sesana.
L' impegno di Amani a favore delle popolazioni africane è rivolto in particolare alla cura, all'educazione e alla crescita dei bambini più soli in Kenya, Zambia e Sudan.

Organizzazione Non Governativa riconosciuta dal Ministero degli Affari Esteri, orienta  le sue attività seguendo due principi:

1. privilegiare l’affidamento e la gestione di ogni progetto e iniziativa sul territorio africano  a persone qualificate del luogo;
2. garantire una struttura organizzativa snella per contenere i costi a carico dei donatori
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Molti degli interventi di Amani nascono direttamente dall'ispirazione della Comunità di Koinonia, organizzazione africana profondamente radicata ed inserita nella realtà locale.


Commercio internazionale e protezione dei mercati in era di globalizzazione

Commercio internazionale e protezione dei mercati in era di globalizzazione
 
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Gli effetti di allargamento e liberalizzazione dei mercati dovuti alle spinte di globalizzazione economica e finanziaria della nostra epoca riportano in primo piano la questione della protezione delle merci e dei mercati nazionali. Il fenomeno non è nuovo nella storia dell’economia. Nuove sono piuttosto le modalità in cui questo fenomeno si esprime al periodico ricostituirsi delle medesime circostanze che ne sono all’origine.
In epoca contemporanea assistiamo ad un crescente diffusione della comunicazione dovuta allo sviluppo della rete Internet, che all’insegna di una nuova globalizzazione dei mercati e degli scambi sta rivoluzionando, oltre all’intero sistema di comunicazione tra gli uomini, i principi stessi del commercio internazionale. Di fronte a un tale fenomeno spinte protezioniste insorgono un po’ ovunque a livello nazionale, riempiendo le agende politiche degli organismi internazionali preposti al controllo mondiale degli scambi commerciali tra i Paesi. Ma il costituirsi di nuovi attori economici e finanziari, che in tempo reale governano attraverso Internet lo scenario del commercio internazionale, impone nuove riflessioni sul protezionismo dei mercati che non si lasciano più ridurre alla semplice istituzione di dazi doganali.
Il progetto si articolerà in due semestri successivi di lavoro. Per il semestre in avvio è previsto un programma di esplorazione del tema, con interviste a esperti in campo economico e politico-internazionale e con l’organizzazione di una Tavola rotonda conclusiva. Per il semestre successivo è previsto invece, sulla scorta delle esplorazioni compiute, la realizzazione di un programma di ricerca concordato con gli studenti che avrà come esito la pubblicazione a stampa dei risultati in un volume collettaneo a cura di Assolombarda.

Con Pippo Ranci, Michele Salvati, Alberto Martinelli, Carlo Altomonte e Franco Amatori
 

Laboratorio di Cinematografia

Laboratorio di Cinematografia
 
 
L'obiettivo del laboratorio è quello di acquisire le conoscenze teorico pratiche per la realizzazione di un cortometraggio(film di 5-10 minuti) in grado di competere in concorsi o festival cinematografici. Il lavoro dei singoli ragazzi si suddivide nei vari ruoli tra recitazione, riprese, sceneggiatura, scenografia, a seconda delle capacità e delle motivazioni dei partecipanti al laboratorio.
 
Con Massimo Allegri
 

Andrea Branzi

 

Mercoledì 9 novembre 2011 alle ore 21.15 , per il ciclo delle Testimonianze si tiene la Serata dello studente proposta da Francesco Ruffa, ospite l'Architetto Andrea Branzi.
 
Andrea Branzi è nato nel 1938 a Firenze, dove si è laureato nel 1966.

Dal 1964 al 1974 ha fatto parte del gruppo Archizoom, primo gruppo di avanguardia noto in campo internazionale, i cui progetti sono conservati  presso il Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell'Università di Parma;  la sua tesi di laurea e numerosi progetti sono conservati presso il Centro Georges Pompidou di Parigi.


La figura di Branzi è difficile da definire. Da alcuni è considerato un protagonista del design italiano, da altri il riferimento teorico di grandi archistar contemporanee, da altri ancora un visionario che ha anticipato l'attualissima urbanistica del paesaggio e l'idea della città diffusa, priva di confini. 

In realtà Branzi usa poco i termini "design", "architettura" o "urbanistica", e più spesso preferisce il termine "cultura del progetto".


La sua attività è stata rivolta da sempre alla sperimentazione e alla ricerca, ovvero all'elaborazione di progetti non destinati necessariamente a essere realizzati: progetti a volte concettuali, pensati come operazioni intellettuali indirizzate all'arricchimento della mappa mentale dei progettisti.

La sua ricerca è rivolta soprattutto alla città contemporanea intesa come un grande plancton che si trasforma continuamente, non più pensabile secondo categorie di edifici, di informazioni, di emozioni, di oggetti. Nella sua visione, tutto è fuso in un'unica fluida realtà.


Nel 1987 Andrea Branzi ha ricevuto il Compasso d'Oro alla carriera, massimo riconoscimento nel mondo del design.

 

Il buon uso del mondo

E' nostro ospite  il Prof. Salvatore Natoli che ha recentemente pubblicato il volume "Il buon uso del mondo", per una serata di riflessione filosofica. 
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Salvatore Natoli (Patti, 1942) si è laureato in Filosofia presso l'Università Cattolica di Milano, dove ha trascorso gli anni nel Collegio Augustinianum. Attualmente è professore ordinario di Filosofia teoretica presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università degli Studi di Milano Bicocca.

In particolare, Salvatore Natoli è il propugnatore di un neopaganesimo, cioè di un'etica che, riprendendo elementi del pensiero greco (in particolare, il senso del tragico), riesca a fondare una felicità terrena, nella consapevolezza dei limiti dell'uomo e del suo essere necessariamente un ente finito (vedi La salvezza senza fede), in contrapposizione con la tradizione cristiana.

Bando di Concorso Forest Skill

A.A.A. Cercasi soluzioni vincenti per un’occupazione green: è online il nuovo concorso Forest Skill!

Sei un neo-laureato o laureato tra l’a.a. 2005-2006 e l’a.a. 2010-2011 ed hai in mente un’idea su come valorizzare il patrimonio boschivo nel nostro Paese per generare nuove opportunità di lavoro? Sei un professionista, un ricercatore che opera nel settore o semplicemente ritieni di avere gli skill adatti per presentare una proposta progettuale che possa essere realizzata?
Metti le tue competenze in condivisione con altri e crea un team di talenti per partecipare al nuovo concorso su ideaTRE60:Forest Skill!
Ancora una volta ideaTRE60 crea l’opportunità, per la sua community e per chi ritenga di avere una proposta progettuale vincente, di vedere realizzata la propria idea di innovazione sociale!
Fondazione Italiana Accenture e Fondazione Collegio delle Università Milanesi hanno messo a disposizione un premio di 30.000 Euro per ciascuna delle due soluzioni vincenti!
Siamo andati alla fiera MADE expo- ospiti di FederlegnoArredo che assieme a Fondazione Univerde, è partner di Forest Skill - a proporre una domanda, che all’apparenza sembra banale:
conosci la differenza tra bosco e foresta?
Abbiamo raccolto tutta una serie di contributi, più o meno seri, che vi proponiamo qui:

http://youtu.be/-617G_AkHH0

Ed eccovi la soluzione, anticipata nel video dal Prof. Andreis: bosco e foresta sono termini piuttosto diffusi, spesso considerati sinonimi, ma nella realtà corrispondenti a concetti differenti, che si distinguono per il grado di intervento da parte dell’uomo che nei boschi è presente, a differenza della natura ancora incontaminata delle foreste.
E’ proprio dal rapporto uomo-bosco, che si può declinare sia nella sfera economica che su quella sociale, che siamo partiti per disegnare questo concorso, legandolo anche all’attuale situazione occupazionale in Italia, Paese in cui 30 giovani su 100 sono senza occupazione. Secondo una recente ricerca dell’Isfol, si registra un incremento degli occupati nei settori di interesse ambientale, ad esempio difesa, controllo e disinquinamento,  turismo ecc, che lascia presagire un aumento di opportunità lavorative nei prossimi anni.
Forest Skill quindi va proprio in questa direzione, offrendo ai giovani la possibilità di realizzare le proprie idee nel settore “verde” creando non solo opportunità di occupazione per loro stessi, ma di valorizzazione dell’intero indotto.
Quindi…spazio alla creatività e all’innovazione: seminate delle opportunità per il vostro futuro e partecipate al concorso su www.ideatre60.it!
Seguiteci nelle prossime settimane: condivideremo con voi contenuti e video che potranno costituire uno spunto per le vostre idee!

 

Libia 2011 con Paolo Sensini

PAOLO SENSINI, laureato in filosofia, saggista e storico, è autore de La rovina antica e la nostra (Aracne, Roma 2006) e de Il «dissenso» nella sinistra extraparlamentare italiana dal 1968 al 1977 (Rubbettino, Soveria Mannelli 2010). Ha redatto alcune delle voci apparse nel primo volume de L’Altronovecento. Comunismo eretico e pensiero critico (Jaca Book, Milano 2010) e nel Dizionario biografico degli anarchici italiani (BFS, Pisa 2003-2004). Ha inoltre curato l’edizione italiana delle principali opere di Bruno Rizzi, Ante Ciliga, Josef Dietzgen e Sergej Mel’gunov.

Mercoledì 12 ottobre interviene per presentare il suo nuovo libro:

Libia 2011
Jaca Book,  Milano 2011

Il 2011 non è solo il 150° anniversario dell’unità d’Italia, ma è anche l’anno in cui ricorre un’altra celebrazione meno onorevole da festeggiare per i governanti del nostro paese: il centenario della prima guerra dell’Italia contro la Libia. Oggi come allora, lo Stato italiano muove in armi contro una nazione che nulla ci ha fatto. Il suo leader, Mu‘ammar Gheddafi, ricevuto fino pochi mesi addietro con tutti gli onori che si tributano al capo dello Stato di un paese amico, si è improvvisamente trasformato in «dittatore pazzo e sanguinario» da eliminare ricorrendo a qualsiasi espediente.
Un tradimento che ha dell’incredibile, ma che purtroppo rappresenta un Leitmotiv della nostra storia post-unitaria. Ritardata imitazione delle imprese delle più affermate potenze coloniali europee. Dopo aver ripercorso le fasi salienti dell’occupazione militare italiana (1911-1943) e della travagliata storia libica fino ai giorni nostri,
Paolo Sensini, che ha preso parte a Tripoli ai lavori della Fact Finding Commission on the Current Events in Libya nei giorni immediatamente successivi all’inizio dei bombardamenti NATO, ricostruisce con dovizia tutte le fasi del conflitto e le vere ragioni sottese all’attacco contro la Libia. Il quadro reale che ne emerge, e che nessun media mainstream ha voluto raccontare alle opinioni pubbliche occidentali, è sconcertante. Le menzogne sulle «fosse comuni» e sui «10.000 morti», così come «i ribelli di Bengasi» fomentati dal fondamentalismo islamico e anche organizzati, armati e finanziati dalle potenze occidentali, sono serviti come pretesto per la Risoluzione ONU numero 1973 che ha dato il via all’intervento militare in Libia, mentre il mondo tace sul consistente miglioramento delle condizioni di vita del popolo libico da quando Gheddafi è stato alla guida del paese, unica realtà petrolifera mediorientale con una redistribuzione sociale della ricchezza.
La verità, ancora una volta, è che a tirare i fili di queste guerre per procura mascherate da «intervento umanitario» sono le grandi potenze occidentali, che vogliono continuare a mantenere i popoli dell’Africa nella schiavitù e nella miseria per impadronirsi di tutte le loro ricchezze, come fanno da secoli e stanno continuando a fare. Dopo l’Afghanistan e l’Iraq, quella in Libia è solo l’ennesima guerra neocoloniale dei giorni nostri.

StartuParty

Giovedì 22 settembre dalle ore 20,00 il Collegio ospiterà lo StartuParty.


Che Cos’ è StartuParty?
StartuParty e’ dove startup, investitori, designer, sviluppatori si possono incontrare nella stessa serata. Dove si puo’ parlare di investimenti mentre si beve un mojito. Dove si puo’ riflettere sulla prossima app da lanciare mentre si balla sulla pista. Dove si discute sull’ ultimo saggio di Paul Graham mentre si fa la fila per entrare (sì farete la fila. Ai nostri eventi viene moooolta gente!)

E' possibile iscriversi qui
http://www.startuparty.com/iscriviti-2/ ;
il biglietto che è di € 11.00 comprensivo di una consumazione al bar. 
 
La serata si svolgerà così:
Road55: prima dell’inizio della festa (20.00-21.00) in Aula Magna si dedica 1 ora alla presentazione di 5 startup (format StartuParty solo prodotto, 5 startup, 5 minuti ciascuna) ad una platea selezionata di persone che possono essere loro utili
Party & fun: durante la festa (21-24.30) un’area è dedicata a dance floor / bar (con relativi DJ-Venture capitalist e Barman) per consentire a chi vuole di rilassarsi e divertirsi.
Demo & networking: in parallelo, altre aree/zone sono dedicate a dare visibilità ai progetti delle startup locali (demo desks) oltre che all’opportuno business networking.
Post-party: vengono condivise informazioni in modo pubblico o mirato al fine di consentire alle startup di avere ulteriore visibilità nel network StartuParty.
 
Per maggiori info:  www.startuparty.com 

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